Una città può disporre di molte telecamere e continuare a dipendere da una domanda difficile: chi si accorge per primo dell’immagine che richiede attenzione? La videoanalisi intelligente per città e aree urbane aiuta a concentrare il presidio su eventi e condizioni definiti in anticipo. SENTINEL, la piattaforma di MPC Innovation, può analizzare le immagini delle telecamere compatibili già in uso, generare un alert quando rileva i segnali per cui è configurata e sottoporlo alla verifica di un operatore.
Il risultato cercato è concreto: rendere più breve e più leggibile il percorso tra un segnale iniziale, la sua verifica e la decisione di chi ha la responsabilità di intervenire. Un segnale iniziale può essere ancora gestibile, se arriva in tempo a chi può valutarlo.
Il punto critico non è quante immagini arrivano
Una centrale operativa può ricevere immagini da piazze, sottopassi, ingressi, aree verdi, parcheggi e infrastrutture. Ogni ripresa aggiunge una prospettiva utile; insieme, le riprese aumentano anche ciò che gli operatori devono osservare e interpretare.
Il problema nasce quando più situazioni chiedono attenzione nello stesso momento. L’operatore passa da uno schermo all’altro, confronta ciò che vede con le procedure e decide se avviare una verifica. Un evento può comparire nelle immagini prima che qualcuno abbia il tempo di esaminarle. Avere la registrazione permette di ricostruire; riconoscere un segnale mentre emerge può aiutare a organizzare prima la risposta.
Per un Comune, una società partecipata o il gestore di un’infrastruttura, la domanda utile non è quindi «quante altre telecamere servono?». È: quali segnali meritano di essere portati subito all’attenzione della centrale, e che cosa deve accadere dopo l’alert?
Un sottopasso, molte schermate: dove si perde il tempo utile
Immaginiamo un sottopasso dopo una pioggia intensa. Una telecamera inquadra il passaggio; in una parte della scena comincia ad accumularsi acqua. Contemporaneamente, la centrale presidia altri punti della città. La ripresa esiste, ma l’immagine può non essere quella osservata in quell’istante.
Questo è un esempio di scenario da valutare, non la dichiarazione che una specifica funzione sia già verificata in ogni sottopasso. La domanda progettuale è se le immagini disponibili, nelle condizioni reali di luce, traffico e pioggia, consentano di riconoscere un indicatore utile. Se la risposta tecnica è positiva, la logica può essere configurata o sperimentata; l’alert deve poi arrivare alla funzione competente con elementi sufficienti per controllare la scena.
La centrale verifica l’evidenza, considera le altre informazioni disponibili e applica la propria procedura. Può decidere un sopralluogo, una segnalazione o altre misure previste dall’ente. SENTINEL richiama l’attenzione; la valutazione e la decisione restano umane.
Come SENTINEL può aiutare il presidio visivo urbano
SENTINEL applica tecniche di Computer Vision alle immagini delle fonti video compatibili. Il sistema viene configurato rispetto a eventi, aree e condizioni che hanno un significato operativo per chi gestisce quel contesto. Non è necessario attribuirgli la capacità di «capire tutto ciò che accade in città»: è più utile definire con precisione ciò che deve cercare e come segnalarlo.
Dal segnale all’alert
Il percorso comincia da una ripresa disponibile. Le logiche configurate analizzano la scena e, quando riconoscono un segnale coerente con i criteri stabiliti, producono un alert accompagnato dalle evidenze utili alla verifica, secondo l’architettura adottata. Si passa così da un flusso da osservare continuamente a un’informazione che chiede un controllo mirato.
Dall’alert alla priorità operativa
Un alert da solo non organizza un intervento. Occorre sapere chi lo riceve, su quale dashboard compare, quali dati lo accompagnano, quando viene preso in carico e come si registra l’esito della verifica. Un presidio utile collega segnale → alert → verifica umana → priorità → decisione. La tracciabilità permette di ricostruire il percorso e di migliorare nel tempo regole e procedure.
La configurazione parte dall’evento da riconoscere
Una piazza, un’area verde e un sottopasso non hanno lo stesso obiettivo né le stesse condizioni visive. Per questo il lavoro inizia con chi presidia quei luoghi: responsabili comunali, centrali operative, gestori di infrastrutture o società che svolgono servizi pubblici.
Si definiscono le scene da osservare, gli eventi che meritano una verifica, le persone a cui far arrivare l’alert e le azioni previste dopo la segnalazione. Poi si controllano le telecamere già in uso: qualità e continuità delle immagini, inquadratura, illuminazione, condizioni meteo, protocolli e compatibilità tecnica. MPC può valutare caso per caso anche fonti diverse o esigenze di adeguamento.
La configurazione finale nasce dal contesto. Alcune logiche possono essere già disponibili; altre richiedono adattamenti. Quando una condizione non è stata ancora affrontata con sufficiente affidabilità, serve una prova mirata prima di presentare un risultato come verificato.
Limiti tecnici, responsabilità e tutela delle persone
Pioggia, buio, riflessi, ostacoli, cambi di inquadratura e interruzioni del flusso possono incidere sulla qualità del riconoscimento. Una segnalazione può rivelarsi non pertinente; un segnale può anche non emergere. Per questo occorre definire soglie, responsabilità, procedure di verifica e criteri con cui valutare alert utili, falsi positivi e mancati rilevamenti nel contesto reale.
Negli spazi pubblici va inoltre progettato il trattamento delle immagini in coerenza con le finalità dell’ente e con la tutela dei dati personali. Il Garante per la protezione dei dati personali richiama gli obblighi di informativa, la limitazione della conservazione e, nei casi previsti, la valutazione d’impatto; cita espressamente anche sistemi intelligenti che analizzano immagini e segnalano eventi. Le linee guida EDPB 3/2019 offrono il quadro europeo sul trattamento tramite dispositivi video. Finalità, basi giuridiche e misure applicabili vanno definite dall’ente con le funzioni competenti, prima dell’attivazione.
Questi limiti non sono un dettaglio da aggiungere alla fine: determinano quali scene osservare, quali informazioni mostrare e chi può usarle. SENTINEL assiste il presidio visivo; non sostituisce le responsabilità dell’amministrazione, degli operatori o delle autorità competenti.
Quando entra in gioco la R&S MPC
Molte esigenze urbane possono essere affrontate con funzioni disponibili, configurazioni o integrazioni note. La ricerca applicata e lo sviluppo sperimentale entrano in gioco quando c’è una reale incertezza da risolvere, non per il solo fatto che si utilizzi software o intelligenza artificiale.
Può accadere quando il fenomeno da riconoscere non è coperto da logiche già validate, la scena cambia molto tra giorno e notte, le immagini presentano condizioni particolari o occorre individuare nuovi criteri di riconoscimento. In quel caso MPC parte dall’obiettivo, formula un’ipotesi, sperimenta su un perimetro definito e verifica i risultati. Indicatori possibili sono la pertinenza degli alert, i casi non rilevati, il tempo tra segnale e verifica e l’utilità delle evidenze per l’operatore. Solo risultati documentati nelle condizioni considerate possono essere presentati come verificati.
È il metodo che guida MPC Innovation, realtà di innovazione applicata con sede a Taranto: «Conoscendo l’obiettivo, ricerco la soluzione.»
Domande frequenti
La videoanalisi intelligente richiede nuove telecamere?
Non necessariamente. SENTINEL è pensato per analizzare immagini provenienti da telecamere compatibili già in uso. Prima di una proposta operativa, MPC verifica caso per caso protocolli, qualità delle immagini, inquadratura e condizioni della rete.
Quali eventi può segnalare in una città?
Quelli definiti per uno specifico progetto e sostenuti dalla configurazione e dalle verifiche tecniche. La scelta parte dall’evento che l’ente ha bisogno di riconoscere, dalla scena disponibile e dalla procedura che seguirà l’alert. Un esempio illustrativo non equivale a una funzione già verificata in ogni contesto.
Un alert equivale a un’emergenza accertata?
No. L’alert richiama l’attenzione su un segnale da controllare. L’operatore esamina l’evidenza, la confronta con le altre informazioni disponibili e stabilisce la priorità secondo le procedure dell’organizzazione.
Come si evita che la centrale riceva troppi alert?
Definendo eventi, aree, soglie, destinatari e modalità di presa in carico. La qualità di un presidio si valuta anche sulla pertinenza delle segnalazioni e sul carico di verifica generato, non soltanto sul numero di alert prodotti.
Quali verifiche servono prima di attivarlo in uno spazio pubblico?
Servono verifiche tecniche e organizzative sul sistema e sulle procedure. L’ente deve inoltre valutare finalità, basi giuridiche, informativa, conservazione e l’eventuale necessità di una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati, secondo il caso concreto e le indicazioni del Garante.
Il primo passo è definire che cosa merita attenzione
Per valutare SENTINEL in un contesto urbano, è utile partire da una domanda circoscritta: quale segnale dovrebbe raggiungere prima la centrale operativa e quale decisione deve supportare? Da lì si possono esaminare telecamere disponibili, condizioni della scena, compatibilità, procedura di verifica e criteri di prova. MPC Innovation può accompagnare questa analisi e definire la configurazione o il percorso sperimentale coerente con l’obiettivo.
Vedere prima. Verificare meglio. Intervenire in tempo.
MPC Innovation S.r.l.s., startup innovativa con sede a Taranto, centro di ricerca applicata e sviluppo sperimentale, iscritta all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), CAR 002008_IMPR.
